Il Casino Salerno in c.da Potentesi trova in una campagna da sempre coltivata, per le qualità del suo terreno (non per niente Potente!) e per la presenza di molti pozzi freatici, ricca un tempo di vigneti, oggi spesso convertiti in orti, e di uliveti, che il batterio xylella fastidiosa, dal 2015, ha quasi totalmente distrutto. In questa zona che ha visto, nel corso dell’’800, una progressiva frammentazione del latifondo, i grandi olivi Cellina di Nardò e Ogliarola, estinti Patriarchi della tradizione olivicola salentina (leccese, brindisina e tarantina), si piantavano spesso lungo i confini dei terreni, talvolta segnati da muretti a secco, alternati a fichi o a mandorli. Oggi la loro assenza è vissuta con un sentimento di indicibile lutto: è il crollo di una silenziosa speranza di eternità proiettata su queste straordinarie piante, della consolatoria certezza che qualcosa di “vivo” possa superare le nostre troppo brevi esistenze e tramandarsi, di generazione in generazione.
Questa campagna è caratterizzata dalla presenza di diverse abitazioni storiche, tra cui i Casini, grandi caseggiati padronali a presidio dei terreni e parte integrante di questo paesaggio agrario fin dalla seconda metà del Settecento, oggi, residenze di campagna per lo più estive (quando non abbandonate). Anche la nostra lo è da molte generazioni e da tutte sempre molto amata. A Francavilla Fontana (cittadina di oltre 35.000 abitanti), il rapporto tra città e campagna non si è mai interrotto. Una seconda città, nei lunghi periodi estivi, di festa, o che la buona stagione consente, vive in campagna per il piacere degli spazi aperti e per le delizie di un’agricoltura spesso amatoriale e retaggio di una tradizionepassata. Una popolazione di piccoli proprietari disarmata di fronte ad un batterio feroce come quello della xylella ed a un problema troppo grande per essere affrontato da soli.


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